Amedeo Maurigi

Ai piedi del Baldo

olio su cartone
18 x 25 cm
1930

Amedeo-Maurigi_olio-su-cartoncino_1930_ai-piedi-del-baldo_25x18
Amedeo-Maurigi_olio-su-cartoncino_nudo-di-donna_36x26_1930-2

Nudo di donna

olio su cartoncino
36 x 26 cm
1930

Non disponibile

Amedeo Maurigi nacque il 28 febbraio 1895 a Pazzon, piccolo borgo ai piedi del Monte Baldo, sul versante orientale, nel Comune di Caprino Veronese. Figlio di Giovanni Battista e di Rebecca Orio fu primogenito di otto fratelli, cinque maschi e tre femmine.

Il 1895 era l’anno in cui si inaugurava (meglio, si istituiva) la Prima Biennale di Venezia. In quella Biennale, fra i tanti esponeva, anche Giovanni Segantini ("Ritorno al paese nativo"), del quale ci piace richiamare l’asserzione che: "L’arte è religione, e guida lo spirito alle gioie contemplative del bello che è il buono e l’amore". Concetto questo che, a parte qualsiasi accostamento artistico, rispecchia una certa filosofia del maestro.

Il padre, agente della Sicurtà Assicurazioni per il vasto territorio compreso tra l’Adige, il Monte Baldo ed il Lago di Garda, con la sua professione salvaguardò la famiglia dall’arretratezza culturale e dall’indigenza diffusa. La scuola istituzionale per Amedeo si esaurì nel 1905 con il compimento del corso elementare inferiore, ma proseguì l’interesse per lo studio al quale, come autodidatta, si dedicò tutta la vita: musica, arte figurativa e filosofia, seguendo le esigenze del proprio spirito e addentrandosi anche in studi scientifici ed economici. Seguì l'attività del padre che consisteva nel recapitare a domicilio il servizio di tutela contro la grandine e gli incendi.

Nel 1913 fu chiamato a prestare il servizio di leva in qualità di radiotelegrafista, dopo averne sostenuto il corso presso Mantova (3º genio telegrafisti, 2ª compagnia, 1º battaglione da fortezza). Il servizio di leva lo coinvolse direttamente nella Prima Guerra Mondiale, sull’Altopiano di Asiago. 

Terminata la dura esperienza della Guerra, tornò a casa e nei primi Anni Venti assunse l’incarico di responsabile della neofiliale di Caprino V.se della Banca Mutua Popolare di Verona (l’arciprete del capoluogo avrebbe riconosciuto nel giovane Amedeo doti, pur in mancanza di un curriculum adeguato di studi, segnalandolo alla banca quale possibile incaricato). Insofferente per la vita impiegatizia lasciò l’ambito incarico appena dopo sei mesi e riprese l’attività di assicuratore per alcuni anni. Successivamente intraprese una nuova attività: agente di commercio delle macchine da cucire statunitensi Singer.

Nonostante la politica autarchica del regime che vietava il commercio di prodotti stranieri, il Maurigi iniziò la sua attività che mantenne fino agli Anni Sessanta, al raggiungimento dell’età pensionabile. Questo lavoro gli permise di ovviare alla sua insofferenza per una occupazione "rigida" e di coltivare l’innata passione per la cultura.

Non si sa come sia nata la sua passione per la pittura della quale fece la propria attività fondamentale. Certamente Alberto Stringa, altro pittore di Caprino, più anziano di quindici anni deve aver rappresentato per il giovane Maurigi uno stimolo diretto e un termine di paragone.

Nel 1934 sposò Lina Marogna di vent’anni più giovane, che sarà modella per tanti suoi lavori. Dal matrimonio nacquero due figlie: Elda e Fernanda. 

Una vita molto intima, la sua; mai volle svelare al pubblico i segreti della propria produzione pittorica, come mai volle mettersi in luce e partecipare a mostre. Nemico dei formalismi rimase volutamente un artista sconosciuto. A soli 54 anni gli morì l’amatissima moglie. Da allora si ritirò in scontrosa solitudine nella sua "Tebaide", una piccola, modesta casetta ricavata in un fienile.

Si rifugiò nella pittura, nella musica e nelle riflessioni filosofiche. Ordinò una sorta di "Zibaldone" dal titolo: Carattere personale-Miscellanea ragionamenti e raccolta di ideologie, al quale affidò interessanti pensieri personali d’ogni genere: da questi traspare un concetto socratico del sapere come processo di conoscenza di sé e dei relativi limiti dello scibile.

Morì nel 1974 poco meno che ottuagenario. 

Faraci Arte

P IVA 04398980237
C Dest - Usal8pv

Tel. +39 347 129 8287

Via Garibaldi, 6 cap. 37121 Verona.

Legalmail - faraci.cateno@legalmail.it

© 2020, Faraci Arte