Edoardo Dalbono

Satiri (Studio)

olio su tela
38,5 x 50 cm
1895-1905

Edoardo Dalbono (Napoli, 10 dicembre 1841-Napoli 23 agosto 1915) è stato un pittore e museologo italiano, artista figurativo, esponente del Verismo in pittura. Figlio di Carlo, critico d'arte e di Virginia Carelli e nipote di Cesare Dalbono. I familiari lo stimolano a studiare la letteratura di età romantica, ad amare la musica e ad approfondire le tematiche storiche antiche e del folclore napoletano.

La sua formazione artistica avviene nell'ambito del movimento verista napoletano, noto come Scuola di Resìna. Dipinge vedute col Vesuvio e il gruppo di famiglia Sulla terrazza, in cui il paesaggio urbano - rappresentato dai tetti di Napoli - è lo sfondo di una gradevole scena borghese ottocentesca.

Nel 1866 partecipa ad un concorso con la tela Scomunica di re Manfredi, esposta poi alla Società promotrice di Belle Arti di Napoli nel 1868, quindi all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Parma nel 1870. Nel 1871 presenta alla Società promotrice  Leggenda della Sirena (o Mito di Partenope).

Si reca a Parigi, dove rimane per un periodo di quattro anni, interrotto da brevi soggiorni a Napoli. Ha il sostegno del mercante d'arte parigino Adolphe Goupil, che conosce attraverso Giuseppe De Nittis.

Nel 1897 diventa professore di pittura al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli ed ha come allievo Roberto Carignani. Nel 1905 è nominato curatore della Pinacoteca del Museo Nazionale di Napoli (attuale quadreria del Museo Nazionale di Capodimonte).

Pratica la pittura all'aria aperta e amava cogliere giochi di luce nelle ore dell'alba. Le sue fantasiose scene di genere, dipinte entro soffuse atmosfere, risultano pregne di poesia. Esegue decorazioni (poi perdute) in ville e palazzi napoletani e tempere su muro per il teatro municipale di Salerno, con elementi simbolici delle quattro parti del mondo. Dipinge pale d'altare per la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, a Napoli e per una chiesa di Gragnano. Collabora con disegni a l'"Illustrazione italiana" e alla rivista parigina "Le Grand monde".

Benedetto Croce ha raccolto nel 1915 testi di conferenze e articoli sparsi di Dalbono e di Morelli, nel libro La scuola napoletana di pittura nel secolo decimonono.

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