Emilio Vedova


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Spagna II

guazzo su carta
50,1 x 30,7 cm
1972

Opera in fase di archiviazione

Scontri -4- (G+H) -

Dittico
guazzi su carta
28 x 22 cm
1972

Opera in fase di archiviazione

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Emilio Vedova nasce a Venezia il 9 agosto del 1919 da una famiglia di artigiani operai. Nel 1936 è a Roma dallo zio e qui il ragazzo comincia a dipingere architetture e autoritratti. 

Torna a Venezia e nel 1940 l'Opera Bevilacqua La Masa concede all'artista uno studio a Palazzo Carminati. Lo stesso anno espone per la prima volta alla Galleria Ongania a Venezia. 

Nel 1942 si trasferisce a Milano dove tiene un' esposizione alla Galleria La Spiga e partecipa alla IV Quadriennale di Roma. In questo periodo è a contatto con gli artisti del movimento Corrente; gruppo che svolge un ruolo fondamentale per il rinnovamento estetico italiano.

Nel 1946 nasce il Fronte nuovo delle arti, che è da considerarsi come la completa realizzazione di Corrente; a Fronte aderiscono anche Renato Birolli, Ennio Morlotti e Armando Pizzinato. L'obbiettivo di questo gruppo è contrastare il tradizionalismo e accademismo per accogliere le nuove tendenze artistiche europee. In questi anni espone a numerose mostre internazionali, mentre la sua prima personale all'estero si tiene nel 1951 alla Galleria Viviano di New York, nella quale espone geometrie nere. 

Successivamente Vedova aderisce al Gruppo degli Otto, movimento nato da un'idea di Lionello Venturi per accogliere artisti più astratti tra i quali anche Birolli, Turcato, Morlotti e Santomaso. A partire dal 1952 trascorre un periodo a Parigi e prende avvio la fase delle grandi tele del Ciclo della protesta '53 e Ciclo della natura '53, nelle quali vi è l'accostamento all'informale. In queste opere l'artista esprime il suo impegno etico e politico: evidenzia le contraddizioni della società contemporanea. Vi troviamo infatti un andamento razionale e geometrico da una parte, tipico degli anni '40; un linguaggio nervoso e vibrante dall'altra.

Nel 1955 partecipa a Documenta a Kassel. Nel 1963 Giulio Carlo Argan presenta la prima mostra personale alla Galleria Marlborough a Roma. Nel 1965 viene chiamato presso l'Accademia di Salisburgo e insegna nell'istituto fino al 1969. Negli anni Sessanta realizza il ciclo dei Plurimi, derivanti dal bisogno di un più forte legame e interazione con il pubblico. Sono degli ibridi tra scultura e pittura, lo spettatore è obbligato a osservare l'opera girandogli attorno e quindi ad interagire con essa.

Nel 1975 inizia ad insegnare all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove vi rimane fino al 1986. In questi anni sperimenta molti materiali e tecniche diverse a partire dai plurimi binari in acciaio, diverse forme grafiche e la serie dei Cosiddetti Carnevali. Negli anni Ottanta prende anche avvio la serie di cerchi dipinti dominati dal contrasto del bianco e nero.

Nel 1997 riceve il Leone d'Oro all'opera alla XLVII Biennale di Venezia, anno in cui viene anche allestita una retrospettiva al Castello di Rivoli.

Emilio Vedova muore il 25 ottobre del 2006.

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