Franco Gentilini

Franco-Gentilini-Fontana-di-Trevi-1952-per-sito

Fontana di Trevi

tecnica mista su carta applicata su tela
36 x 46 cm
1952

Non disponibile

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Banchetto

tempera su carta
18 x 31 cm
1934

Non disponibile

 

Franco Gentilini nasce a Faenza il 4 agosto 1909. Dopo aver frequentato le scuole elementari, inizia a lavorare come apprendista in una bottega di ebanista intagliatore.

Tra il 1921 e il 1925 frequenta i quattro corsi serali della Scuola comunale Tommaso Minardi di disegno industriale e plastica. Successivamente incontra il pittore Giovanni Romagnoli, titolare della cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, con il quale comincia a formarsi.

Nel 1930 compie il primo viaggio a Parigi e nello stesso anno la giuria della XVII Biennale di Venezia ammette un suo dipinto nei saloni espositivi.

Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma. Entra nell'ambiente letterario dello storico Caffè Aragno, dove conosce e frequenta artisti e letterati (Cagli, Mucci, Falqui, Sinisgalli, de Libero), avviando con loro lunghe collaborazioni nell'illustrazione di loro testi e poesie. Di quegli anni è la profonda amicizia che lo lega al pittore ravennate Enrico Galassi. Dal 1934 diviene illustratore di riviste quali "L'Italia Letteraria", "Quadrivio", "Il Selvaggio" e dagli anni Quaranta "Primato", "Documento", "Domenica".

Gli anni Trenta sono anni di partecipazione a numerosi Premi (II posto al Premio Rubicone 1933; I al Premio Rubicone 1934), a Biennali e Quadriennali. In questi anni, Gentilini realizza opere pubbliche su commissione, dipinti (ritratti, nudi, paesaggi urbani, nature morte, composizioni ispirate alle popolari feste campestri) e numerosi disegni.

Il mondo artistico di Gentilini si forma nel contesto della cultura italiana tra la Seconda guerra mondiale e il dopoguerra. L'artista mette a punto la sua nota tecnica caratterizzata da un felice connubio tra pittura e disegno su un fondo preparatorio materico impastato con sabbia. I temi delle sue opere sono cattedrali, battisteri, giocolieri e suonatori ambulanti, paesaggi dalle prospettive irregolari, donne caratterizzate da stivaletti con tacchi a rocchetto, biciclette, autocarri, gatti e leoni.

Dalla metà degli anni Cinquanta la sua ricerca si indirizza verso una stilizzazione geometrica essenziale che, facendo uso di prospettive ribaltate e piani sghembi, trova un equilibrio compositivo del tutto nuovo e personale.

Nel 1954 si lega per contratto al mercante Carlo Cardazzo, delle Gallerie del Cavallino di Venezia e del Naviglio di Milano.

Dal 1955 è titolare della cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma.

Nel 1968 gli viene conferito il Premio Presidente della Repubblica dall'Accademia Nazionale di San Luca di Roma.

Innumerevoli sono le mostre personali e collettive cui partecipa in Italia e in tutto il mondo. Le sue opere sono conservate nei maggiori musei italiani e internazionali, tra i quali la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, gli Uffizi e i Musei Vaticani. Nel 1979 viene eletto vicepresidente dell'Accademia Nazionale di San Luca di Roma.

La sua attività continua fino al 1981, quando muore il 5 aprile dopo una brevissima malattia.

Per celebrare il centenario della nascita dell'artista si sono svolte diverse retrospettive in spazi pubblici (Museo Pericle Fazzini di Assisi e Museo della Permanente di Milano) organizzate in gran parte dalla moglie Luciana Giuntoli che ha curato anche la raccolta del suo archivio personale.

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