Renzo Biasion

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Campagna veronese

olio su tavola
35 x 45 cm
anni '50

Renzo Biasion, nato a Treviso nel 1914, si trasferisce a Venezia ove si diploma presso il locale liceo artistico ed insegna disegno nelle scuole secondarie.

Nel 1940, all'entrata in guerra dell'Italia, combatte sul fronte greco-albanese come sottotenente di fanteria e inizia la stesura di un diario di guerra che andrà perduto. Dopo la campagna di Grecia è trasferito, con le truppe tedesche, a Creta.

Con l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943 e lo sbandamento dell'esercito italiano, è fatto prigioniero dai tedeschi e inviato nei campi di concentramento prima nei Paesi Bassi, poi in Polonia e Germania. Durante la prigionia esegue disegni del lager e ritratti dal vero di militari italiani e tedeschi, inizia anche a scrivere un diario di prigionia.

Nel 1944, riuscito a fuggire, torna in Italia.

Con il dopoguerra, Biasion riprende l'insegnamento ed espone alcune opere in una galleria d'arte veneziana, suscitando l'apprezzamento del poeta e saggista Sergio Solmi. Le tragiche esperienze vissute in guerra e nella prigionia vengono trasfuse nel Diario Tempi bruciati, pubblicato nel 1948, e in disegni, dipinti e incisioni. 

Numerose sono le sue collaborazioni come critico d'arte e letterario a periodici come Il Verri, Le Vie d'Italia, quotidiani: Gazzetta del popolo, il Resto del Carlino, Corriere d'Informazione. Sul settimanale "Oggi" ha curato per trentacinque anni una rubrica d'arte.

Muore a Firenze nel 1996.

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