Gennaro Favai

Grattacielo-1930-sito

Grattacielo

olio su cartone
70 x 50 cm
1930

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Gennaro Favai (Venezia, 7 marzo 1879 – Venezia, 14 febbraio 1958) è stato un pittore italiano. Nacque a Venezia il 7 marzo 1879, dall'antiquario-editore Luigi e dalla nobildonna Teresa Albrizzi.

Nel 1900, dopo gli studi secondari, frequenta con scarso successo l'Accademia di Belle Arti di Venezia e contemporaneamente comincia a studiare privatamente con V. Zanetti Zilla e M. De Maria (Marius Pictor), da cui deriva il gusto per alcune soluzioni compositive, come i tagli scenografici delle vedute e la scelta dei colori dai forti contrasti chiaroscurali. Da questi due pittori impara ad apprezzare l'arte degli artisti veneti del Cinquecento e del Seicento, soffermandosi sul colorismo e sugli effetti luminosi.

Dopo un lungo periodo passato a ricopiare i quadri dei maestri del passato e sperimentare direttamente le materie pittoriche più durature nel tempo (è solito prepararsi da solo i colori, miscelando talvolta la tempera con l'olio), Favai comincia a dedicarsi professionalmente alla pittura. Alcune opere del primo periodo rivelano la chiara influenza del De Maria; tuttavia, nonostante il gusto per le atmosfere silenziose ed i bagliori improvvisi, Favai si distingue fin dall'inizio dal suo maestro per una visione meno tenebrosa e fantastica del paesaggio. Con la serie di disegni e dipinti che da questa data dedica a Venezia ed alle sue rovine monumentali offre un'immagine della città lagunare romantica e sentimentale, indicando così la sua derivazione da quel filone culturale veneto che ancora predilige la veduta di "capriccio".

Nel 1900 fu premiato con una medaglia all'Esposizione Internazionale di San Francisco; nel 1904, probabilmente sempre incoraggiato dal De Maria, partecipa all'Esposizione Mondiale di Saint Louis con il dipinto Canale al tramonto (per il quale ottiene una medaglia); l'anno dopo realizza uno dei più noti autoritratti (Autoritratto giovanile, 1905, Venezia, Ca' Pesaro). Nonostante la regolare presenza alla Biennale di Venezia (la prima volta nel 1907, con Cortile veneziano, e poi ancora nelle edizioni del 1909, 1910, 1924, 1928, 1930, 1932, 1936 e 1948), i suoi paesaggi ottengono più successo all'estero che in patria.

Soggiorna a lungo a Parigi tra il 1906 e il 1915, esponendo ai Salons annuali (nel 1906, 1907, 1908 e 1911); ha inoltre modo di farsi conoscere in tutta Europa: si ricordano, tra le altre, la prima personale del 1910 a Dresda e la partecipazione nel 1911 all'Esposizione Internazionale di Barcellona, in cui fu premiato per il dipinto Madreperla.

Durante la lunga esperienza vissuta nella capitale francese, dove entra in contatto con gli artisti dell'Ecole de Paris, l'artista preferisce approfondire la conoscenza della pittura di C. Monet e di F. Ziem; in questi stessi anni compie un lungo viaggio a Londra, che gli consente di conoscere a fondo le opere di W. Turner. Questi viaggi ed i soggiorni all'estero contribuiscono a liberare le vedute dai toni scuri e ad arricchire la sua pittura con elementi di gusto liberty. In quegli anni prosegue la sua intensa attività espositiva all'estero: alla galleria Chaine et Simenson di Parigi (nel 1913), alla galleria Coupil di Londra (nel 1914) ed alla galleria Henry Paine Whitney di New York nel 1916 (per un elenco delle esposizioni fino al 1933 vedi il catalogo della galleria Jandolo, 1933).

Nel 1916, dopo aver sposato la scrittrice Maria Kievits, si trasferisce per un breve periodo a Taormina, dove esegue Vecchia siciliana e L'Etna vista da Taormina.

Nel 1918 si reca a Capri, dove rimane per circa tre anni, durante i quali collabora con E. Cerio, di cui illustra una delle numerose pubblicazioni dal titolo "La casa nel paesaggio di Capri" (edito a Capri nel 1922). Suggestionato dall'architettura e dalla luce solare di questi luoghi, realizza alcune opere con un segno grafico nitidamente tracciato e con colori dall'intensità fortemente contrastante. Sono famosi inoltre i suoi disegni di Positano e della riviera amalfitana (pubblicati a Roma nel 1925 con il titolo "La costa amalfitana"). Del 1930 è la raccolta di 56 disegni dal titolo L'isola di Capri. In quegli anni comincia ad incidere all'acquaforte, e poi, dopo un altro viaggio a Parigi nel 1930, inizia a dedicarsi anche alla litografia e all'acquatinta. Con questi differenti procedimenti giunge a maturare uno stile espressivo del tutto originale, dal segno robusto e vigoroso. Da queste esperienze nascono le vedute dedicate a Venezia, Capri, Positano, Ravello, Parigi e New York (si vedano, ad esempio, le opere presentate alla Biennale di Venezia del 1932).

Nel 1921 partecipa alla I Biennale romana e l'anno successivo alla XII Mostra di Ca' Pesaro (vi espone già nel 1908 e nel 1911). Dopo questa data è spesso negli Stati Uniti (nel 1923 alla Kingor's Gallery e nel 1928 alla Anderson Gallery di New York; nel 1925 e nel 1931 alla Casson Gallery di Boston e, l'anno dopo, ancora a New York nella galleria The Legget Studio).

Senza mai interrompere le sue ricerche sulle tecniche pittoriche (nel 1932 realizza la raccolta di acquetinte con Vedute di Venezia, di Algeri e di Parigi), negli ultimi anni impronta la sua pittura verso soluzioni compositive fantastiche e visionarie, in cui il paesaggio è raffigurato dall'alto, illuminato con sprazzi di luce che mettono in rilievo ogni minimo particolare.

Le ultime personali sono quelle organizzate dalla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 1950 e nel 1954.

Muore a Venezia il 14 febbraio 1958.

Nell'ottobre 1958 presso la Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa è organizzata una mostra commemorativa con numerosi dipinti, alcuni disegni e incisioni. Un'altra retrospettiva è organizzata nel 1987 dalla Galleria Il Cavallino di Venezia.

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