Guido Farina

Cattedrale di Notre-Dame

Olio su tavola
70 x 100 cm
1946

Non disponibile

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Passo Giau

Olio su cartone
40 x 50 cm
1947
(Belluno)

Non disponibile

Carcassonne

Olio su tavola
40 x 50
1948

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GUIDO-FARINA_OLIO-SU-TAVOLA_1927_LE-OFFICINE-LUNGO-LA-DIGA-56X50

Le officine lungo la diga

Olio su tavola
56 x 50 cm
1927

Non disponibile

Convento

Olio su cartone
70 x 75
Anni '30

Non disponibile

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Guido-Farina_Autoritratto_Sanguigna-su-carta_22x32-1924

Autoritratto

Sanguigna su carta
22 x 32 cm
1924

Guido Farina. Nacque a Verona il 22 dic. 1896, quarto dei sei figli di Giuseppe e Maria Manfrin. La sua famiglia si trasferì, al seguito del padre commerciante, a Trento, prima, e, successivamente, a Linz e a Cracovia. I giovani Farina in questi spostamenti ricevettero un'educazione scolastica elementare in lingua tedesca (Reynolds-Thorpe, 1967). Nel 1909, tornato a Verona con la famiglia per stabilirvisi in modo pressoché definitivo, il F. manifestò con molta precocità la propria propensione alla pittura. Il padre lo sistemò come apprendista presso un certo Barbesi, restauratore e decoratore con cui il giovane F. strinse un duraturo legame affettivo.

Si dedicò così in varie occasioni al restauro di dipinti murali nelle chiese cittadine, attività che lo mise in rapporto diretto con opere d'arte del passato (Silvestri, 1959). In questo stesso periodo, alla vigilia del primo conflitto mondiale, approfondì l'amicizia con il coetaneo Pino Casarini, decoratore e scenografo, già suo compagno d'infanzia (Casarini, 1959). Alla stessa epoca, inoltre, risale l'iscrizione e la frequenza dei corsi dell'Accademia Cignaroli, dove entrò in contatto col paesaggista Orazio Pigato. Partecipò come volontario alla prima guerra mondiale. La mostra di opere prodotte dai reduci (Esposizione d'arte pro assistenza civica), organizzata nel Museo civico di Verona nell'autunno del 1918 (Reynolds-Thorpe, 1967), offrì al F. la prima occasione d'esporre, nonché la possibilità di conoscere Felice Casorati, che acquistò pure un suo dipinto. Oltre a quest'ultimo, in un breve periodo di tempo il F. cominciò a frequentare, ottenendone la stima, anche altri artisti di rilievo come Gino Rossi, Arturo Martini e Pio Semeghini (A. Marini, in G. F., 1969). Per essi il caffè Dante divenne un luogo d'incontro e di discussione che servì a mettere il F. al corrente delle novità dell'arte europea ed a raffinarne la formazione (Reynolds-Thorpe, 1967). Già da anni, del resto, il F. raccoglieva cartoline illustrate riproducenti opere soprattutto di Cézanne, Degas, Matisse, Picasso e Derain (Casarini, 1959). Nel 1919 conobbe Olga Grigolli, con cui si sposò sette anni dopo.

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