Pino Casarini

Pino-Casarini_arte-modena_Pittura_faraciarte_galleria_verona

Cavallo cubista

Olio su tavola
120 x 90 cm
Anni '50


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Pino Casarini
pittore, scultore, scenografo.

Nacque a Verona nel 1897. Frequentò prima la Scuola statale d’arte Napoleone Nani, poi l’Accademia di pittura e scultura Cignaroli. Giovanissimo, fu influenzato dal clima Liberty, che interpretò con finezza di esecuzione, e vinse il premio Weiss, che gli permise di andare a Milano a completare i suoi studi.

A Milano rimase fino all’entrata in guerra dell’Italia; vi partecipò nell’arma del genio. Dopo la guerra, iniziò la sua attività artistica, ampia e poliedrica, nella quale si possono distinguere l’attività da studio e da cavalletto, l’attività di frescante, vetratista e scultore in molte parti d’Italia per chiese ed edifici pubblici, l’ampia attività di scenografo per le stagioni liriche dell’Arena di Verona.

Nel 1927 allestì la sua prima importante personale presso l’Opera Bevilacqua La Masa in Venezia; nel 1932 fu invitato per la prima volta alla Biennale, alla quale avrebbe partecipato varie volte, sempre su invito. In particolare, nel 1940, vi espose ventisette opere, alcune di grande dimensione. Già da tempo collaborava con l’Arena di Verona per le scenografie, e realizzava grandi cicli d’affresco, tra i quali quelli della prefettura di Bolzano, quelli dell’Istituto nazionale delle assicurazioni di Verona, quelli del municipio di Trento. Inoltre, su invito dell’Università di Padova, tra il 1941 e il 1942 affrescò le pareti del salone basilicale del rettorato, al palazzo del Bo’. L’impostazione era quella tipicamente “Novecento”, ad ampie scansioni narrative.

Nel 1945 ci fu una personale a Venezia, presentata dallo storico dell’arte Luigi Coletti, e una seconda, nel 1946, a Verona, con la presentazione di Luigi Pallucchini. Altre grandi imprese decorative si ebbero negli anni successivi e fino alla morte, intervallate da altre mostre personali: affreschi per il salone dei concerti del Museo di Castelvecchio a Verona, quattro grandi vetrate per l’abside della cattedrale di Vicenza, altre vastissime vetrate per la basilica di S. Chiara a Napoli, e per il santuario di Montevergine ad Avellino, mostra personale alla galleria Cairola di Milano, mostra personale a Monaco di Baviera, altri affreschi nella chiesa della Sacra Famiglia di Castelletto di Brenzone.

Notevolissimi gli affreschi, le sculture e le pale d’altare realizzate dall’artista in ambito pordenonese e terre limitrofe; l’elenco è ricco: cattedrale di Vittorio Veneto, affreschi della cupola e dei pennacchi del transetto; Vittorio Veneto, parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo, pala d’altare; Sacile, duomo, affreschi e porta in bronzo (completata da Luciano Carnessali); Sacile, camposanto, cappella funeraria della famiglia Della Valentina; San Michele al Tagliamento, chiesa parrocchiale, vetrate; Cordovado, chiesa parrocchiale, pala dell’altar maggiore con predella, tabernacolo, paliotto, affreschi con Annunciazione e Ultima cena, rosone con i cavalieri dell’Apocalisse e Giudizio finale, portale bronzeo d’ingresso; Villanova di Fossalta di Portogruaro, chiesa parrocchiale, rosone e vetrate; Nave di Fontanafredda, chiesa parrocchiale, polittico dell’altar maggiore, croce pensile, tabernacolo e paliotto, ambone, croce astile; Bibione, chiesa parrocchiale, vetrata della facciata; Cordenons, chiesa parrocchiale, vetrate, rosone della facciata, due rosoni del presbiterio.

Dopo la morte dell’artista, avvenuta a Verona nel 1972, importanti mostre si sono tenute a Verona (novembre-gennaio 1975), a Sacile (1992), a Cordovado (2007). Ampi nuclei di opere casariniane sono conservati presso il Museo civico d’arte di Pordenone e presso la parrocchia di Sacile.

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