Francesco Messina

Ritratto di donna

sanguigna su cartone
17 x 21 cm
1922

Opera archiviata

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Francesco Messina (Linguaglossa, 15 dicembre 1900-Milano, 13 settembre 1995) è stato uno scultore italiano. Nasce in provincia di Catania dal muratore Angelo e da Ignazia Cristaldi. Nell’intento di emigrare in America, agli inizi dell’anno seguente i genitori si imbarcano alla volta di Genova, ma sono costretti a stabilirsi nella città ligure, dove, dal 1907 al 1909, il Messina frequenta le scuole elementari e comincia a lavorare come garzone marmista nel laboratorio Rigacci e Callegari.

Cresciuto a Genova dove studia e vive fino all'età di trentadue anni, si trasferisce a Milano. È considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento italiano, insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini, Felice Mina.

È l'autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano: Santa Caterina da Siena, collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo (che raffigura la cantante ed attrice Maria Sole, utilizzata come modella); la Via Crucis di San Giovanni Rotondo; il  Cavallo morente della RAI; il  Monumento a Pio XII  nella Basilica di S. Pietro. Le sue opere figurano nei più prestigiosi musei: Berna, Zurigo, Oslo, Monaco di Baviera, Parigi, Barcellona, Berlino, Venezia, Mosca, San Pietroburgo, Vienna, Tokyo, Washington. 

Dal 1922 inizia ad esporre regolarmente le sue opere alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e tra il 1926 e il 1929 partecipa alle esposizioni del gruppo artistico Il Novecento Italiano a Milano. Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove ottiene dopo un concorso nazionale, nel 1934 la cattedra di scultura  presso l'Accademia Brera e dopo soli due anni ne diviene il direttore. In questi anni partecipa anche a mostre collettive d'arte italiana a Barcellona, Berlino, Berna, Göteborg, Monaco di Baviera, Oslo, Parigi, San Paolo del Brasile, Zurigo.

Nel 1934 esegue Giobbe, scultura in bronzo, oggi nella Raccolta di Arte Contemporanea del Duomo di Ravello. Nel 1935 esegue il Grande monumento a Cristoforo Colombo nella città di Chiavari. Nel 1936 è nominato direttore dell'Accademia di Brera, carica che manterrà fino al 1944.

Nel 1937 esegue per la città di Pavia il monumento equestre, detto del Regisole, a ricordo di un altro monumento romano dedicato all'imperatore Antonino Pio e distrutto dai soldati francesi nel 1796. Nello stesso anno realizza il Ritratto di Salvatore Quasimodo, busto in bronzo.

Nel 1938 de Chirico a Roma e Salvatore Quasimodo a Torino presentano due sue personali. Scolpisce Il gruppo monumentale in marmo di San Carlo recante il perdono ai deputati ospitalieri per l'Ospedale Maggiore di Niguarda a Milano. Realizza, ancora per la città di Pavia, la gigantesca statua della Minerva.

Nel 1942 vince il Premio di Scultura alla XXIII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, dove tiene una mostra personale con quindici sculture e diciassette disegni. Nel 1943 è nominato Accademico d'Italia.

Dopo la caduta del regime fascista viene allontanato dall'Accademia, per il solo fatto di esserne stato direttore nel periodo fascista, riottenendo però, già nel 1947, la cattedra di scultura.

Sempre nel 1947 partecipa all'esposizione di scultura e grafica a Buenos Aires nella Galleria Muller riscuotendo notevole successo.

Nel 1949 espone alla 3rd Sculpture International  di Filadelfia assieme a Marino Marini e  Picasso. Nel 1956 partecipa con una mostra personale alla XXVIII Biennale di Venezia.

Nel 1963 esegue il Grande monumento a Pio XII per la Basilica di San Pietro in Roma e il Busto di Pietro Mascagni per il Teatro alla Scala. Nello stesso anno a Firenze gli viene conferito il Premio Michelangelo per la scultura.

Nel 1966 esegue su commissione il Cavallo morente per la Rai, che diverrà il simbolo dell'azienda esposta all'ingresso della sede principale a Roma. A fine anno risponde all'accorato appello di Carlo Ludovico Ragghianti che chiede un'opera in dono a molti artisti a sostegno della città di Firenze, ferita dall' alluvione del 4 novembre. Messina invia la scultura  Stallone del 1958, dal 2014 esposta al Museo Novecento di Firenze. Nel 1968 esegue il Monumento a Pio XI per il Duomo di Milano.

Nei primi anni settanta gli viene assegnata la Sala Borgia della Galleria Vaticana Paolo VI, dedicata all'arte sacra contemporanea, come sede di un' esposizione permanente di venti opere di soggetto sacro. Nel 1974 viene aperto a Milano il Civico Museo-Studio Francesco Messina nella chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio, dove sono esposte circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) e una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquarelli, disegni a matita) donate al Comune di Milano.

Nel 1978 partecipa a due grandi mostre presso il Museo Puskin di Mosca e l'Ermitage di Leningrado che poi aprirono delle sale dedicate grazie alla donazione di circa 40 opere di scultura e altrettante di grafica. Nel 1981 nell'ex Chiesa di San Francesco a Pordenone si tiene una mostra di disegni inediti e contemporaneamente una mostra scultorea presso il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Bili di Sacile.

Tra il 1984 ed il 1986 vengono esposte le sue sculture al Theseus Tempel di Vienna, allo Hirshhorm Museum di Washington ed alla Gallery Universe di Tokyo.

Fino alla sua morte, avvenuta nel 1995 a Milano, continua il suo lavoro di scultore e pittore e, assistito dalla figlia Paola, corregge e completa le numerose biografie a lui dedicate e pubblicate in tutto il mondo.

 

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