Francesco Trentini

Francesco-Trentini

Vaso

Ceramica Smaltata
26 cm

Non disponibile


Francesco Trentini

Vissuto tra il 1876 e il 1966 prevalentemente a Lasino, sua terra natale, Francesco Trentini si è formato all'Accademia di Belle Arti di Vienna, raggiungendo un discreto successo e ritornando presto in Trentino. Qui ha partecipato alla realizzazione di alcuni monumenti ai caduti della grande guerra. Interessante l'intrecciarsi di due percorsi paralleli come quello di Luigi Bonazza e di Francesco Trentini, nati a distanza di un anno (Bonazza nel 1877) e formatisi entrambi all'Accademia di Vienna.

Negli anni Venti Trentini esercita pienamente la forza compositiva adoperandosi nelle sculture monumentali ai caduti della grande guerra. Sono sculture - realizzate per le comunità di Calavino, Breguzzo, Ragoli e Lasino - che, nella complessità della struttura monumentale ricostruiscono una tensione unitaria ridefinendo le figure eseguite durante i corsi dell'Accademia. Sono corpi allungate collocati su piani differenti, quasi incisi e carichi di una energia che muove le membra fino a ripiegarle su se stesse, nella tensione dinamica delle forze (si veda il «bozzetto per il monumento ai caduti», oppure la «Figura sdraiata»). «La terra, il basamento, sono punti nevralgici usati come lavagne dove apporre il riferimento simbolico che descrive l'immagine, ma sono anche segni di appartenenza ad un territorio aspro e pregno di memoria: non a caso Trentini scolpisce nella pietra le decorazioni della propria casa di Lasino. Realizza una dimora dove lasciare il segno dell'arte ma ormai le stagioni delle secessioni sono concluse e non resta che guardare al profilo della roccia dalla quale esce la testa barbuta e curiosa dell'uomo di montagna». Tra i motivi decorativi dei lavori in ceramica, accanto alle figure che nascono da una rilettura dei «Motivi rustici» legati alle guerre contadine del Cinquecento e alla figura del Bernardo Clesio, Trentini indaga i caratteri dei monti a partire dalla rappresentazione de «Le streghe di Cagliano» alla «Montanara araba» a «Montanara», tutte figure che trovano un esatto riscontro nel disegno preparatorio ma che nella ceramica acquistano una definizione cromatica e una sempre maggiore precisione nel dettaglio. La sua costante ricerca della bellezza non tralascia mai la forma preziosa delle cose. Il suo sguardo verso il mondo animale funziona allo stesso modo: gli animali sono quelli esotici, come le scimmie, oppure appartengono anche loro al mondo della montagna, come le mucche, le pecore, i caprioli. Solitamente anche gli animali sembrano essere appesantiti dalla fatica del vivere.

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