Guido Trentini

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Il mulino

65,5 x 75,5 cm
olio su tela
1932


Non disponibile

Colline veronesi (Valpolicella)

olio su cartone
41 x 47 cm
1915 circa


Non disponibile

Guido-Trentini-Colline-veronesi-1915-per-sito
Guido-Trentini-Ritratto-di-Ada-Bertoldi-1916-per-sito

Ritratto di Ada Bertoldi

olio su tela
109,5 x 73,5 cm
1916

Opera pubblicata sulla rivista "Verona Illustrata" edita dal Museo di Castelvecchio di Verona, 2020

 

Non disponibile

Ritratto di ragazza

olio su tela 
60 x 70 cm
1930

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Ritratto-di-Teresita-1922-25-sito

Ritratto di Teresita

(la moglie)

olio su tela
40 x 45 cm
1922/1925

Non disponibile

L'Offerta

olio su tela
153 x 173 cm
1934  


 

 

 

Opera esposta alla Biennale di Venezia  del 1934 e alla Mostra di Varsavia e Polonia nel 1935

Non disponibile

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Natura morta

olio su tela
50 x 60 cm
1934

Non disponibile

Natura morta con uova

olio su tela
60 x 70 cm
1965

Non disponibile

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Guido-Trentini_olio-su-tavola_interno_1947_25x40-1

Interno

olio su tavola
25 x 40 cm
1947

Non disponibile

Natura morta con limoni

olio su tela
36 x 46 cm
1935

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Natura morta

olio su tela
45 x 40 cm
1935

 

Tra i pittori veronesi del secolo scorso, Guido Trentini (1889-1975) occupa una posizione preminente. Nella sua carriera artistica si riscontrano, in tempi diversi, influssi del Secessionismo, dell'arte tradizionale veneta, del gruppo del Novecento e anche del Cubismo.

Figlio del pittore e decoratore Attilio Trentini comincia a frequentare l'Accademia Cignaroli all'età di 13 anni, avendo come maestro Alfredo Savini. Subisce poi l'influenza di Felice Casorati, attivo a Verona a partire dal 1911.

Il clima artistico nel quale vive Guido Trentini è dunque quello della Secessione e degli artisti di Ca' Pesaro dai quali apprende le invenzioni antinaturalistiche.

Partecipa ancora giovane a numerose mostre e alla Biennala di Venezia, in cui sarà presente in 14 edizioni. Nel 1922 ottiene il primo premio con il quadro La lettura. Dopo la morte di Savini, nel 1924 ottiene insieme a Antonio Nardi la direzione dell'Accademia Cignaroli. E' forse questo il periodo migliore della sua carriera, nel quale rigore formale e essenzialità espressiva costituiscono i cardini della sua produzione artistica.

Tra 1910 e 1930, secondo molti critici, sono gli anni di maggior espressività e originalità artistica, successivamente attraversa un periodo maggiormente ripetitivo, che negli anni Quaranta si evolverà ulteriormente in nuove ricerche e nel Cubismo.

Muore nel 1975 a Verona.

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