Renato Di Bosso

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Vittoria alata

bronzo
25 x 97 x 30 cm
1972

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Renato Righetti nacque a Verona il 19 settembre 1905 da una famiglia di consolidate tradizioni artistiche e artigianali. Il nonno, il padre Silvio e lo zio Emilio infatti avevano studiato presso l’Accademia Cignaroli di Verona, e svolgevano attività di scultori ed intagliatori.

Dopo aver frequentato la Scuola d’Arte Applicata all’Industria, sotto la guida di Ruggero Dondè, si iscrisse alla Cignaroli, dove si diplomò nel 1925. L’anno successivo espose a Cuneo con opere che risentivano ancora dello stile verista di memoria ottocentesca.

La svolta avvenne fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, quando elaborò un lavoro di sintesi della sua arte che, sotto l’influenza della lettura del libro di Umberto Boccioni "Pittura e scultura futurista”, lo portarono ad abbracciare quel movimento artistico, venendo poi ribattezzato Rebato Di Bosso da Filippo Tommaso Marinetti, per la sua predilezione nell’uso di quel tipo di legno nelle sue sculture.

Nel 1931, assieme ad un gruppo di giovani artisti ed intellettuali, fondò il “Gruppo veronese futurista Umberto Boccioni”, con cui elaborò numerosi manifesti.

Dal 1932 cominciò ad occuparsi anche di pittura, dedicandosi in particolare all’aeropittura. Negli anni successivi partecipò a numerose mostre in Italia (Roma, Milano, Venezia) e all’estero, tra cui la seconda Mostra di Aeropittura di Parigi.

Nel 1940 scrisse il Manifesto “L’aerosilografia”, in cui propose il rinnovamento di quella forma d’incisione, che poi applicò nelle sue xilografie.

Dopo la morte di Marinetti e la distruzione in un bombardamento del suo studio nel 1944, Di Bosso sospese per una ventina d’anni la sua attività artistica, occupandosi nel frattempo di antiquariato.

Dal 1968 riprese l’attività artistica, soprattutto con la produzione di visioni aeree di Piazza Erbe, e con nuove mostre nel territorio nazionale.

Concluse i suoi giorni ad Arbizzano, in Valpolicella (provincia di Verona), il 19 dicembre 1982.

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